MOSTRA DI BANKSY (WRITER INGLESE) PALAZZO CAMPANA DI OSIMO DAL 28/3 AL 7/7 2019

Ad Osimo la mostra del writer inglese Bansky

Uno dei più grandi artisti dei nostri tempi, il più misterioso e affascinante writer inglese, Banksy, sarà in mostra ad Osimo dal 28 marzo al 7 luglio 2019 a Palazzo Campana.

Il progetto espositivo consiste in una selezione delle migliori immagini prodotte da Banksy e divenute iconiche in tutto il mondo.

Le opere sono quelle esposte nella mostra dedicata alla street art a Firenze e le immagini forti e contradditorie delle metropoli moderne sono protagoniste di questa esposizione da non perdere.

«Per la realizzazione dell’evento al Campana il Comune intende avvalersi della preziosa collaborazione della “Fondazione don Carlo Grillantini”, dell’istituto Campana per l’istruzione permanente e dell’associazione culturale “Metamorfosi”. Le mostre d’arte che sono state promosse e organizzate dall’Amministrazione comunale nel corso degli ultimi cinque anni al Campana hanno reso la città una sede espositiva riconosciuta nel panorama culturale regionale. “Da Rubens a Maratta”, “Lotto, Artemisia, Guercino”, “Capolavori Sibillini. L’arte dei luoghi feriti dal sisma” e “Giorgio de Chirico e la Neometafisica”, tutte curate da Vittorio Sgarbi, si sono infatti rivelate uno strumento di promozione turistica molto efficace e così, dopo aver spaziato dall’arte pittorica del Seicento fino a quella del Novecento, intendiamo proseguire nel rilancio della promozione culturale e turistica della città con il contemporaneo».

“Dai Monti Azzurri all’Adriatico. Crivelli, Perugino e Giaquinto” a Senigallia

DAI MONTI AZZURRI ALL’ ADRIATICO
Crivelli, Perugino e Giaquinto
Senigallia, Palazzo del Duca
18 ottobre 2018/3 marzo 2019

La città di Senigallia è stata nel corso dei secoli un centro di grande smercio anche di opere d’arte in occasione della rinomata fiera dedicata a sant’Agostino che annualmente richiamava mercanti ed appassionati da ogni angolo d’Europa del Nord e dell’Est.

Senigallia torna ad accogliere i capolavori di alcuni grandi maestri che nel corso dei secoli hanno contribuito ad arricchire i centri adriatici con le loro opere, animando quella che Federico Zeri e Pietro Zampetti hanno ribattezzato “cultura adriatica”: questo complesso processo di osmosi figurativa che ha accomunato le esperienze artistiche delle due sponde, sarà illustrato attraverso una selezione di opere provenienti dalla Pinacoteca Civica di Montefortino e da altre istituzioni legate alla rete museale dei Sibillini, luoghi profondamente segnati dai recenti eventi sismici. 
       
Si tratta di una stupefacente serie di capolavori che dialogano con il patrimonio artistico conservato  a Senigallia, come la piccola tavola di Perugino, autore anche della monumentale ancona della chiesa di Santa Maria delle Grazie che attesta la grande diffusione del verbo peruginesco nel vasto territorio centro italiano, ma anche le tavole di Vittore Crivelli che testimoniano la fortuna dello stile forbito elaborato nelle fiorenti botteghe lagunari in continuo dialogo con il contesto adriatico.

La esposizione si estende fino al Settecento, con una serie di dipinti di Corrado Giaquinto, l’artista pugliese che ha operato nelle maggiori capitali italiane ed europee muovendo da Molfetta per poi approdare a Roma, Torino e Madrid dove riscosse incondizionati apprezzamenti per la leggiadria delle sue composizioni. Sui banchi della fiera di Senigallia non era poi difficile trovare in vendita anche le nature morte di affermati specialisti italiani del genere, opere di grande successo per il loro valore decorativo che nella mostra è testimoniato dalle tele di due pittori come Spadino e Cristoforo Munari.
    
Spetta al pittore Fortunato Duranti ( Montefortino, 1787-1863) il merito di aver raccolto queste importanti testimonianze della cultura figurativa rococò che fanno dell’artista marchigiano un precursore, nel pieno della stagione romantica, della riscoperta dell’arte barocca: un interesse che testimonia la grande autonomia culturale del pittore marchigiano, educato al rigore ed alla compostezza dell’ arte neoclassica ma incline ad uno spirito visionario partecipe della poetica romantica del Sublime.

Nei vasti saloni del Palazzo del Duca troveranno posto le monumentali pale d’altare che, disposte in ordine cronologico, consentiranno di effettuare un affascinante percorso stilistico ed iconografico attraverso la religiosità popolare marchigiana, mentre negli ambienti più raccolti del piano nobile saranno esposte le tele sei e settecentesche, secondo un ordinamento che terrà conto dei soggetti e delle correnti figurative.

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Giovanni Santi “Da poi… me dette alla mirabil arte de pictura”

Giovanni Santi “Da poi… me dette alla mirabil arte de pictura” 
Dal 30 Novembre 2018 al 17 Marzo 2019
Palazzo Ducale, Urbino

li ultimi decenni del Quattrocento a Urbino, dopo la morte di Federico da Montefeltro (1482), non hanno goduto di particolare attenzione da parte della storiografia artistica. Così Giovanni Santi, personaggio di grande interesse, sicuro protagonista della scena urbinate in quegli anni (perlomeno fino al 1494, anno della precoce scomparsa), è noto quasi esclusivamente per essere stato il padre di Raffaello.

Il Santi fu certamente segnato nei secoli dall’impietoso giudizio del Vasari: “pittore non molto eccellente, anzi non pur mediocre in questa arte”, giudizio cui poche ma significative voci si opposero nel tempo. E oggi l’artista urbinate, dopo gli studi fondamentali di Ranieri Varese, rimane comunque scarsamente indagato, sia per quanto riguarda la sua produzione pittorica che per il suo ruolo di catalizzatore della vita culturale e sociale della città e della corte. Il Santi non fu soltanto pittore, ma anche scenografo (regista degli spettacoli teatrali della corte), letterato (autore della “Cronaca rimata”), imprenditore di una fiorente bottega, che fu poi ereditata dal giovane Raffaello.

La bottega del Santi sembra essere stato l’unico grande centro di produzione artistica a Urbino nell’ultimo Quattrocento. Ne dimostra l’importanza il fatto che lo stile santiano influenzò profondamente tutta la successiva produzione di un esteso territorio, dall’Appenino al mare. Ma l’atelier di Pian di Mercato fu soprattutto centro di incontro e di collegamento fra gli artisti, come Piero della Francesca o Melozzo da Forlì, che frequentarono la corte feltresca (Piero è documentato ospite del Santi nel 1468). Nel 1484, anno al quale risale la più antica opera datata, Giovanni Santi era già pittore affermato, in pieno possesso dei propri mezzi linguistici, a capo
di una bottega estremamente attiva, personaggio di spicco nel corpus sociale  per gli innumerevoli talenti.

La mostra si propone quindi di fare luce sulla poliedrica personalità di Giovanni Santi attraverso l’analisi serrata delle sue opere più significative, approfondendone gli aspetti documentari e storici e, per la prima volta, analizzando scientificamente gli aspetti tecnici e materici. Accanto alle opere di Giovanni Santi, un nucleo comprendente la quasi totalità delle opere mobili presenti in loco,più alcuni esempi di grande impatto oggi conservati altrove (Budapest, New York, Vaticano), sono esposti per rendere visualmente la rete delle relazioni e delle reciproche interferenze artistiche, come alcuni dipinti esemplari dei contemporanei Piero della Francesca, Melozzo da Forlì, Giusto di Gand, Pedro Berruguete, Perugino.

L’esposizione è corredata da un importante apparato didattico che comprende la ricostruzione di una bottega artistica rinascimentale e un “Itinerario” che toccherà i luoghi interessati dall’attività del pittore. Lo studio e l’esposizione costituiscono quindi una tappa essenziale per la conoscenza di un artista del quale a tutt’oggi non è riconosciuta la dovuta importanza, e soprattutto rappresentano momento imprescindibile di avvicinamento alla formazione e alla cultura visiva di Raffaello.

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Robert Doisneau e “le Temps Retrouvé”: a Senigallia torna la fotografia d’autore internazionale

A Senigallia torna la grande fotografia d’autore internazionale. Dopo il successo delle esposizioni degli scorsi anni di Ara Guler e Leo Matiz, la città ospiterà a palazzo del Duca, dal 29 marzo al 2 settembre del 2018, la mostra retrospettiva “Robert Doisneau: le Temps Retrouvé”, dedicata al celebre fotografo francese, pioniere della fotografia di strada e del reportage, che ha profondamente influenzato la cultura contemporanea fino a diventarne lui stesso simbolo.

Carnevale di Fano

A Fano nelle Marche è partito il conto alla rovescia per il ‘Carnevale di Fano, il più dolce d’Italia dal 1347’Lavora a pieno regime la macchina organizzativa dell’Ente Carnevalesca, l’associazione di volontariato che gestisce la manifestazione, nei cantieri della cartapesta si fanno sempre più febbrili i lavori per terminare in tempo i carri allegorici.

150 Rossini Festival

Gioachino Rossini (Pesaro, 29 febbraio 1792 – Passy, Parigi 13 novembre 1868)

Per Pesaro ‘Città della Musica’, Rossini rappresenta la stella polare attorno a cui costruire una nuova identità del territorio che sia anche motore di sviluppo per l’economia e il turismo. Il progetto ‘Ce-lebrazioni Centenari Rossiniani’ nasce dalla volontà di promuovere la memoria di questo genio uni-versale, attraverso le sue opere e la sua vita. Pensato in vista del 150° anniversario della morte del compositore (1868/2018), vuole avere un respiro internazionale – Rossini come testimonial della bellezza italiana nel mondo – e coprire un arco temporale quadriennale, dal 2016 (anno bisestile che ha consentito di festeggiare il Compleanno del Cigno, 29 febbraio) fino a tutto il 2019. ‘Fil rouge’ delle Celebrazioni sono gli anniversari delle sue ‘opere simbolo’, di cui ricorrono proprio nel lungo periodo individuato i bicentenari delle prime rappresentazioni. Nel febbraio 2016 è stata la volta di ‘Figaro qua, Figaro là’ per i 200 anni de Il Barbiere di Siviglia e il compleanno di Rossini.

Nel 2017, l’opera al centro delle iniziative è La Cenerentola che debuttò al Teatro Valle di Roma il 25 gennaio 1817. Il programma si intitola ‘Una grazia, un certo incanto’ – un verso tratto proprio dal libretto dell’opera (atto primo, scena quarta) – e propone una settimana rossiniana per celebrare il bicentenario de La Cenerentola e il ‘non compleanno’ del Cigno. Dal 21 al 28 febbraio, accanto alla musica protagonista assoluta, spazio anche al teatro, alla danza e al cinema.

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Frasassi Climbing Festival 2017

Dal 7 al 10 Settembre 2017 – Genga.  Alla sua quarta edizione, il Frasassi Climbing Festival vuole dare un forte segnale nella direzione della promozione turistica sportiva del comprensorio, ora noto quasi esclusivamente per le sue bellissime Grotte.

Sarà una settimana di sport e attività all’area aperta: sono attesi da tutta Italia praticanti dell’arrampicata sportiva che avranno modo di scoprire la bellezza delle linee del nostro calcare; gli equlibristi dell’highline (una disciplina che consiste nel camminare in equilibrio su una fettuccia tesa a decine di metri da terra) potranno avere come sfondo sia la bellissima gola di Frasassi che le principali sale delle famose Grotte. A corredo altri classici come escursioni organizzate per tutti i livelli, sia in Mountain Bike che a piedi. Attività dedicate ed il nuovo Parco avventura avranno cura dei giovanissimi figli dei più avventurosi che verranno a trascorrere qualche giorno di vacanza a Frasassi. E quando cala il sole si prosegue con ospiti famosi e le loro storie di montagna, convegni e concerti.  Maggiori informazioni

La Devota Bellezza

La Devota Bellezza dal 17 Giugno al 5 Novembre 2017

La Devota Bellezza nasce ventisette anni dopo la prestigiosa mostra dedicata ai dipinti di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato organizzata dalla sua città natale nel 1990, questa stessa ha deciso di promuovere un nuovo evento espositivo incentrato questa volta sui disegni dell’artista. L’opera grafica del Sassoferrato, che non è praticamente mai stata esposta in Italia, è estremamente rara: si contano meno di novanta disegni sicuramente attribuibili, dei quali sessantatré appartengono alle collezioni reali inglesi, acquistati direttamente a Roma nel 1768-9 dal connoisseur Richard Dalton per le collezioni di Giorgio III, di cui era Bibliotecario.

S. M. La Regina d’Inghilterra ha graziosamente acconsentito al prestito di ventuno di questi disegni, disegni che formano il corpus centrale della mostra e senza i quali l’evento non sarebbe stato possibile; pochi altri fogli di collezioni pubbliche e private accrescono questo nucleo fondamentale.  Accanto a questa serie di opere su carta vengono presentati alcuni importanti dipinti che possono così per la prima volta essere raffrontati ai disegni stessi, permettendo di indagare e meglio comprendere la pratica pittorica dell’artista.

Dal raffronto emerge chiaramente fino a qual punto l’artista rimanga fedele alla prima idea espressa nel disegno, come si può vedere nell’Angelo di Windsor e nel quadro corrispondente della Fondazione Longhi, o nel disegno della Madonna, Gesù Bambino e San Giovanni Battista di Windsor raffrontato alla bella tela della fondazione Tosio Martinengo di Brescia, fermi restando i suoi debiti con il repertorio rinascimentale in genere e raffaellesco in particolare mediato per il tramite dell’opera incisa dell’Urbinate.

Un importante  gruppo di dipinti provenienti soprattutto dal territorio marchigiano, affiancherà poi il nucleo centrale della mostra, concreta presenza e viva testimonianza dell’impegno con cui si intende procedere nell’opera di ricostruzione e tutela del patrimonio artistico della Regione così pesantemente segnato dai recenti eventi tellurici, nuovamente pronto ad accogliere appassionati d’arte e turisti.

La Devota Bellezza  Maggiori Informazioni

RINASCIMENTO SEGRETO a cura di Vittorio Sgarbi

Mostra RINASCIMENTO SEGRETO a cura di Vittorio Sgarbi

Fare luce su un patrimonio immenso e preziosissimo ma quasi sconosciuto perché non esposto nei musei pubblici. Nasce da questo obiettivo la mostra RINASCIMENTO SEGRETO curata da Vittorio Sgarbi che espone più di 70 opere tra dipinti, sculture e oggetti. Tre le sedi: Urbino, Fano, Pesaro, unite da un progetto comune di valorizzazione dei propri tesori d’arte.

RINASCIMENTO SEGRETO curata da Vittorio Sgarbi, una mostra diffusa sul territorio con 70 opere – tra dipinti, sculture e oggetti – dall’inizio del quattrocento alla metà del cinquecento, che appartengono a fondazioni bancarie, istituzioni e collezionisti privati. L’obiettivo è infatti quello di valorizzare un patrimonio artistico quasi sconosciuto, perché non esposto nei musei pubblici, e allo stesso tempo creare un approfondimento sulla peculiare e complessa “geografica artistica” italiana.

Un evento che è il risultato di un progetto condiviso sul territorio. Tre le sedi: a Urbino la sala del Castellare del Palazzo Ducale, a Fano la sala Morganti del Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano, a Pesaro i Musei Civici di Palazzo Mosca.

ORARI

URBINO

Da martedì a domenica e festivi 10-18
Chiuso lunedì non festivo

PESARO E FANO

Da martedì a domenica e festivi  10-13 e 16-19
Chiuso lunedì non festivo

Biglietto unico per le tre sedi della mostra a 10 euro, ridotto 6 euro

Informazioni e prenotazioni call center 0744 422848

www.rinascimentosegreto.it