URBINO Orazio Gentileschi, Regola e Natura

Ad Urbino la mostra ORAZIO GENTILESCHI. REGOLA E NATURA

L’eccezionale mostra su Orazio Gentileschi “Regola e Natura” è in programma nel Salone del Trono del Palazzo Ducale di Urbino dal 9 luglio al 9 ottobre 2016.

L’esposizione coglie l’occasione per far conoscere al vasto pubblico la magica Annunciazione della Galleria Sabauda di Torino, per la prima volta ad Urbino.

L’opera dialogherà con i capolavori che il pittore lascia nelle Marche (in primis la Visione di Santa Francesca Romana, conservata nella Galleria Nazionale delle Marche di Urbino).

Informazioni

 08/07/2016
 09/10/2016
 Cultura, Eventi, Mostre.
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GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE
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Luogo

Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale
 Urbino
 Palazzo Ducale
 Pesaro e Urbino

52° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

52° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

La 52a Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro entra nel vivo venerdì 1 luglio con la proiezione di pre-apertura durante la Notte Rosa della Riviera Adriatica di Rocky di John G. Avildsen, uscito quarant’anni fa negli Stati Uniti, nell’arena in piazza alle 21,45. Il giorno dopo (sabato 2 luglio), invece, è dedicato al cinema italiano con la retrospettiva Romanzo popolare, con le coppie di film tra passato e presente proiettate al Teatro Sperimentale. Seguendo la falsariga dei generi, si metterà a confronto la commedia dedicata al mondo del lavoro con I compagni di Mario Monicelli (ore 15,00) e Tutta la vita davanti di Paolo Virzì (ore 17,15). A seguire, il profetico e apocalittico Todo modo di Elio Petri (ore 21,00), che quest’anno compie quarant’anni. Nella nuova Sala Pasolini del Teatro, il programma si inaugura alle 15,00 con i primi film del Critofilm. Cinema che pensa il cinema, la prima grande retrospettiva, a cura di Adriano Aprà, sui film sul cinema. Si inizia conMéthode 1. Exercice De Cinéma Direct en 1962 di Mario Ruspoli e L’épreuve Du Souterrain di Alain Bergala – analisi simbolica e psicologica de Il covo dei contrabbandieri di Fritz Lang.

O, ancora, Michelangelo Antonioni, protagonista di Antonioni. La Dernière Séquence di André S. Labarthe – in cui il maestro del cinema italiano spiega il suo celebre piano-sequenza di Professione: reporter – e di Michelangelo Antonioni, storia di un autore di Gianfranco Mingozzi, in cui si ripercorre la vita dell’autore dagli anni Quaranta fino ai successi internazionali. Alle 17,00, invece, sempre nella Sala Pasolini, si inaugura la nuova sezione Satellite, dedicata al cinema italiano a bassissimo budget, extra-industriale.  (…)

La mattina dopo (domenica 3 luglio), si inizia al Centro Arti Visive Pescheriache aprirà le porte alle ore 9:30 con le brevi proiezioni a cura della Galleria d’Arte Moderna (GAM), a seguire la Tavola rotonda Il futuro del Nuovo cinema, in cui interverranno i critici e studiosi Cecilia Ermini, Annamaria Licciardello, Dario Marchiori, Ivelise Perniola, Daniela Persico ed Eva Sangiorgi. Il programma al Teatro Sperimentale si apre, invece, alle 15,00 con Terza Liceo di Luciano Emmer e prosegue alle 17,00 con i due film storici Noi credevamo di Mario Martone e Senso di Luchino Visconti, per la sezione Romanzo popolare. Nella Sala Pasolini si inizia alle 15,00 con Primo film di Joseph Piwkowski e The Thoughts That Once We Had di Thom Andersen. Dalle 17,00, sempre nella Sala Pasolini, sarà la volta della sezione Satellite, per concedere uno sguardo complessivo su quella produzione italiana spesso dimenticata.   Alle 21,45 in Piazza del Popolo, sarà proiettato Il cinema di Pasolini (appunti per un critofilm) alla presenza del regista Maurizio Ponzi. A seguire, C’eravamo tanto amati di Ettore Scola, cui la Mostra aveva dedicato l’Evento speciale nel 2002. A chiudere il ricco programma della giornata, il consueto Dopofestival – Il muro del suono alle 24,00 a Palazzo Gradari con Ovo che sonorizza Frankenstein di James Whale.

In allegato il comunicato stampa integrale. Per ulteriori info http://www.pesarofilmfest.it  

La Notte Rosa

A Gabicce Mare venerdì 1 luglio (ore 21.30) la splendida voce di Joyce Elaine Yuille, famosa corista di Gloria Gaynor e Donna Summer, incanterà il pubblico, mentre David Riondino e Carlo Carloni metteranno in scena, nel cortile d’Onore della Rocca di Gradara, “Dei Mesi Scolpiti”, spettacolo che ripercorre la storia delle figurazioni dei mesi nella produzione artistica della scultura medievale italiana partendo da Esiodo per concludersi con un capolavoro poetico assoluto di Paolo Volponi (ore 21).

In Piazza Dante Alighieri, a Tavullia, si daranno appuntamento dalle 18.30 tutti gli appassionati della Vespa Piaggio, per il raduno dedicato a questa icona italiana a due ruote, mentre in Piazzale della Libertà a Pesaro (ore 21.30) concerto dedicato ai Pink Floyd con la Rossini Pop Orchestra e la Dna Pink Floyd Cover Band, mentre in Piazza del Popolo (ore 22.30) omaggio al film Rocky a quarant’anni dalla prima proiezione del celebre film con Sylvester Stallone.A Fano, dal tramonto, lungo Viale Adriatico, Carnevale in Rosa, e a Mondolfo, da venerdì e per tutto il fine settimana, “Garagoi d’Estate”, manifestazione enogastronomica dedicata allo street food marinaro.

A Senigallia infine, venerdì 1 luglio (Piazzale della Libertà, ore 23), si riderà con lo show dell’attore e musicista romano Andrea Rivera, mentre sabato 2 luglio, in Piazzale della Libertà (ore 23), esibizioni dei Tree Gees, da più di una decade tra le più accreditate tribute band dei mitici Bee Gees.

Il programma e i pacchetti di soggiorno della Notte Rosa sono disponibili sul sito www.lanotterosa.it 

Pesaro Wine Festival

Per gli amanti del gusto, assolutamente da non perdere è il Pesaro Wine Festival, prima fiera internazionale del vino d’artigianato. L’evento  si terrà a Pesaro dal 17 al 18 aprile, con un prefestival di intrattenimento il 16 aprile. Sarà una splendida occasione di incontro e di scambio tra i migliori produttori di vino da tutta la penisola, la vicina Francia e l’Istria. Il Pesaro Wine Festival avrà come location la suggestiva Rocca Costanza, costruita alla fine del ‘400 per volontà di Costanzo Sforza e oggi pregiata sede di spettacoli, performance teatrali e festival, così che il vino potrà essere degustato alla giusta temperatura (grazie ai freschi sotterranei) nonostante la tipica calura estiva.

Inoltre, in questo suggestivo scenario architettonico rinascimentale, verrà proposto il meglio della stagionatura di alta fascia di salumi e formaggi, cui si accompagneranno esibizioni, cooking show, degustazioni, seminari e lezioni con specialisti di fama internazionale.

Maggiori informazioni : http://www.pesarowinefestival.it

Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi

“Lotto, Artemisia, Guercino: le stanze segrete di Vittorio Sgarbi

Per la prima volta in Italia, oltre 100 opere della collezione Cavallini-Sgarbi saranno esposte a Palazzo Campana di Osimo nella splendida mostra  “Lotto, Artemisia, Guercino: le stanze segrete di Vittorio Sgarbi” promossa dalla Regione Marche, dal Comune di Osimo, dalla Fondazione Don Carlo e dall’Istituto Campana.

Una collezione d’arte privata è la fondazione di un sistema simbolico, la creazione di una palestra per l’anima, un luogo dove si materializzano scelte intime, meditate e, talvolta, sofferte. Il disegno costante, che ha ispirato il creatore della raccolta, lo storico dell’arte e il critico di fama internazionale Vittorio Sgarbi, è stato la ricerca della bellezza nell’opera d’arte.

Muovendosi tra le centinaia di opere riunite in trent’anni di intensa attività si rimane sorpresi dall’eterogeneità dell’insieme, una vera e propria summa dell’arte italiana tra pittura e scultura, dal XIII secolo ai giorni nostri. Particolare rilievo spetta  agli artisti marchigiani : Cola dell’Amatrice, Lorenzo Lotto, Battista Franco, Andrea Lilio, il Sassoferrato, Pier Leone Gezzi, Sebastiano Ceccarini, Giovan Battista Nini e Francesco Podesti.

Vittorio Sgarbi afferma che il divertimento e il mistero del collezionismo è “l’interesse per ciò che non c’è” e che una collezione è “storia di occasioni, d’incontri, di scoperte”, un’avventura che “s’incrocia con curiosità, ricerche, studi” e si manifesta come “una battuta di caccia, una forma di gioco, anche d’azzardo… una sfida, un corteggiamento, una conquista”. Essa “non ha regole, non ha obiettivi, non ha approdi, è imprevedibile”: per questo  “non si trova quello che si cerca, si cerca quello che si trova”.

Palazzo Campana, sede della mostra è emblema della storia di Osimo. E’ sede dell’Istituto per l’Istruzione Permanente, del museo civico e della biblioteca comunale dove sono conservati oltre 15000 volumi di carattere storico, letterario, filosofico, giuridico, medico. L’edificio prende il nome dalla nobile e illustre famiglia Campana. Osimo splendida nel centro storico offrirà una visita inaspettata e magnifica a chi verrà alla mostra: come tutta la regione Marche intorno con cultura arte enogastronomia natura. Sito ufficiale

Ulteriori informazioni sono disponibili in allegato

 

Is Le Marche the next Tuscany?

A trip through Le Marche told by the New York Times

Our itinerary is purposefully loose, guided only by two pledges. The first: Stay away from Le Marche’s 110 miles of coastline. Though the seaside towns of Pesaro in the north and San Benedetto del Tronto in the south are said to hold charm, much of the coast has been developed in recent decades and is unappealing, and crowded in midsummer to boot. Seekers of a Tuscany-like experience will find the region’s charm rises in almost inverse proportion to the distance from salt water.

The second rule: Stay off the nation’s freeways when possible and stick to the curvy side roads. Unknown Italy isn’t found between toll booths.

Given these self-imposed mandates, the sight of tourist buses idling in the parking lots at Urbino isn’t comforting. But then, Urbino is the region’s best-known city, and certainly its classiest, so one does have to acquiesce to sharing the streets with a certain amount of company.

In the 15th century, the enlightened Duke Federico of Montefeltro, made wealthy by years of savvy mercenary work, refashioned this windy hilltop into an early model of the quintessential Renaissance town. His palace would set the bar for future Renaissance palazzi – modest on the outside, elegant but human-sized on the inside. The duke filled his court with some of the best painters and thinkers of his day, including the father of the painter Raphael.

His son walked the same steep cobbled streets that we walk, past buildings of flesh-colored brick and terra cotta roofs. We wander through the palace, which holds the region’s finest art museum, including works like Raphael’s “The Mute.” Outside, the cafe tables of the Piazza della Repubblica are filled with students from the university.

After dark, the crooked streets empty and we stroll alone down 500-year-old lanes where orange lamps throw light across the orange brick. Some are so narrow I can reach out and touch both walls. The shadows become characters.

The duke’s reign was a time of great security and benevolence, but at night it’s hard to walk through this Shakespearean set of a town and not feel that you are about to witness the small beginning of some great drama: a purloined letter, a scuffle between feuding clans. In front of the palazzo, a clot of college boys talks and jokes. I half expect to hear names like Mercutio or Benvolio.

Blame dinner for these off-the-leash imaginings. I hadn’t expected from Le Marche such a distinct and proud regional cuisine, or such wheelbarrow-loads of it. There are, of course, the Italian staples like cheese – a sharp formaggio di fossa that the locals wall up in limestone holes to age, and the casciotta d’Urbino so craved by Michelangelo that he bought up farms to ensure himself an unbroken supply of the stuff, according to my Touring Club of Italy guide to the region.

Away from the coast, where seafood prevails, of course, this region’s cuisine is staggeringly meat-based. Lamb, rabbit, swine – the Marchigiani eat more flesh per capita than any of their countrymen, according to the region’s tourist office. Pigs are the star of the country kitchen, though. There is pancetta and prosciutto, and several dishes made from porcine parts best left unmentioned. And every overflowing plate of antipasti arrives with a soft salami that’s as spreadable as warmed butter and that has forever turned me against those rock-hard cylinders sold in American supermarkets.

One day at noon, we stop at a table in the square where a man in a suitably filthy apron stands before his truck and shaves a pile of his home-smoked pork onto waxed paper with a knife. We buy rolls and mineral water at one shop, cheese at another, then walk to where the Albornoz Fort sits like an old brick crown atop Urbino. We sit in the grass and eat with Raphael in mind, sharing his view of the pink roofs and green hills.

From Urbino, we spend several days driving a rough circle through the agricultural center of Le Marche – often in second gear, on roads that at times seemed too pinched to accommodate even a center line. We pass green fields of durum soon to turn golden, for this is Italy’s macaroni bowl, home to much grain production. These hills have been cultivated hard for millenniums, and sometimes power lines and roads zipper across them. But nonetheless there is a gentleness to the landscape, and a tranquillity in the pattern of rectangles and squares.

Every six or eight miles, the fields crest and another impossibly picturesque medieval hill town appears in a shaft of Annunciation light, its brick ramparts now only under siege by olive trees, its palisades now only defended by dandelions: Serra de’ Conti. Cupramontana. Staffolo. Ostra.

Wandering through these towns, barely mentioned in any guidebook, becomes a highlight of the trip, with the midmorning torpor of their tidy town squares, the proud butcher shops hung with homemade salami, the deliciously crooked little streets that lead nowhere that we’re headed – and so we take them. In every town, matrons in headscarves and support hose and cardigans waddle up the cobbles with grocery bags, as if they’re leaving central casting instead of the negozio di alimentari. Surprised by visitors, they return our smiles with smiles, and a “Salve!” …. read more 

Terre di Piero

This is an invitation to the voyage. In the steps of Piero Della Francesca

Humanist painter, Renaissance intellectual, master of light, symbols and perspective.

Across a changing landscape of isolated churches, medieval towns and gentle slopes that Piero admired and immortalized during his pilgrimages in central Italy.

Inside Malatesta’s, Medici’s and Montefeltro’s palaces, which once hosted him and still guard his masterpieces, untouched by the passing of time.

An opportunity to discover a breathtaking itinerary made of art, territory, history, culture and traditions.

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Ciocco Visciola a Pergola

Ciocco Visciola

Ciocco Visciola di Natale a Pergola

dal 6 all’8 Dicembre 2015

Assolutamente da non perdere, occasione unica per visitare la Ciocco Visciola il Magico Mondo di Babbo Natale. Il tema della nuova edizione è “Ciocco viscola di Natale”. Anche quest’anno, è stato allestito uno spazio dedicato a Babbo Natale e al suo mondo, dove sia i bambini che i grandi potranno divertirsi e partecipare a tante iniziative nella magica atmosfera natalizia. Si tratta di una festa che unisce il Cioccolato e la Pasticceria Natalizia ai Mercatini, alle Tradizioni, agli Artisti, alle Idee Regalo e ai Prodotti Tipici per le vie del centro.

Maggiori informazioni

 

Festa della Cicerchia

Festa della Cicerchia

Festa della Cicerchia

Da venerdì 27 a domenica 29 novembre Torna la festa della Cicerchia, un “gioiello” di legume, ritrovato e ri-coltivato a Serra de Conti in provincia di Ancona. Una prelibatezza del passato che è stata riportata in auge dalla Cooperativa La Bona Usanza.

Per l’occasione della festa, la cicerchia sarà scenograficamente servita in una pagnotta, come fosse un recipiente, così come veniva fatto nei tempi lontani, in casa dei contadini. Non mancheranno i gruppi folcloristici, gli artisti di strada, le mostre d’arte, gli spettacoli e i mercatini.

Con la Festa della Cicerchia è l’occasione di conoscere meglio Serra de’ Conti  che ha ottenuto il riconoscimento della “Bandiera Verde Agricoltura”per la politica agricola e turistica intrapresa a favore della salvaguardia dell’ambiente del paesaggio e nella valorizzazione dei prodotti tipici locali. Le mura che circondano la parte più antica, in cotto, sono un esempio significativo di impianto urbano di origine duecentesca, poi modificato. Dalla monumentale porta della Croce medievale, una delle più significative testimonianze di architettura militare del territorio, si entra nel borgo medioevale.

Il monastero con la chiesa di S. Maria Maddalena del XIV e XVII secolo è forse il simbolo del paese che ha unito il convento di clausura con la cittadina. La chiesa, ricca di stucchi e dipinti, conserva monumentali candelabri di legno intagliato ed un prezioso paliotto ricamato. La visita al “Museo delle arti monastiche”, vero luogo dell’anima, segue un percorso teatrale e tattile che permette di scoprire la vita religiosa del convento.

Tra le altre chiese si ricordano la seicentesca chiesa della Santa Croce, della seconda metà del XVI secolo, e la chiesa di S. Michele con elementi romanico-gotici, fondata dai benedettini nel 1290, nella quale sono ancora visibili affreschi di scuola marchigiana realizzati tra il Quattrocento e il Cinquecento. Maggiori informazioni.

Cartoceto DOP il festival

Cartoceto DOP il festival – 39° mostra mercato dell’olio e dell’oliva

Tradizionale appuntamento per la promozione dell’olio extravergine. Stand per la degustazione dell’olio e dei prodotti tipici ed apertura di frantoi e cantine locali.

 

Cartoceto

C’è grande attesa per la nuova edizione di “Cartoceto Dop, il Festival – 39^ Mostra Mercato dell’Olio e dell’Oliva” che anche quest’anno torna a trasformare il borgo antico di Cartoceto in luogo d’incontro di enogastronomia, arte, formazione, musica, natura e sport.

A partire da domenica 8 novembre e nel weekend di sabato 14 e domenica 15, tante le attività e le iniziative che animeranno il centro storico. Vai all’articolo